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Sognando Londra

London.
Come potete ben vedere dal titolo, il mio sogno più grande – almeno al momento, dopo quello di divenir scrittrice, of course – è quello di mollare tutto, ciapare il primo aereo per Londra con quattro cose nella valigia – ed un libro, ovviamente – e ricominciare daccapo, la volta giusta.

Quanti di noi sognano una cosa del genere? Abbandonare quella che vediamo e sentiamo come una vita di costrizioni, soffocante e senza stimoli, per andare via, lontano – più o meno – e trovare finalmente quel famoso posto di cui tutti parlano: il nostro, il nostro posto nel mondo.

A giugno ho finito di lavorare. L’azienda per cui ero impiegata ha avuto dei problemi di locazione e non so che fine abbia fatto. Peccato, era un bel progetto, giovane e con tante possibilità.
Uno dice «Ma dannazione, a malapena trovi qualcosa che si possa definire lavoro e questo “se ne va” così, senza preavviso?»
Già, perché la qui presente l’ha saputo circa tre giorni prima di dover levare le tende, dopo che due sere prima aveva versato il denaro per il viaggio a Londra che da tempo programmava e per il quale da tempo risparmiava.
Fantastico! Lo stipendio era una miseria e mi sarebbe servito anche quello dei mesi successivi per starci dentro, ed invece mi sono ritrovata con le chiappette per terra nel giro di settantadue ore.
Una meraviglia, non c’è che dire.
«Non mollare, ce la farai.» mi son detta. «Conosci tre lingue straniere, utilizzi il pc ed i suoi componenti come fossi il polipo della pubblicità di quel sito di prenotazione, sei giovane, sveglia e con voglia di fare… Non abbatterti.»
È vero. Sono giovane ed ho una buona conoscenza di ben tre lingue straniere, ma – a quanto pare – se non sei l’amica della cugina della zia del fratello del cognato… Non vali nulla. È frustrante vedere persone che sanno a malapena contare avere un lavoro a tempo indeterminato, nel quale fanno niente tutto il giorno e prendono i loro bei soldini a fine mese, mentre tu ti sbatti per una miseria ed ora neppure quella, quando potresti dare cento volte più di loro – non è essere immodesta e presuntuosa, è essere realista perché, diciamocelo, sappiamo tutti quanto ognuno di noi valga, ed io valgo, come dice la pubblicità della Pantene. Era la Pantene? Non importa, continuiamo.
Alla fine, non credo di chiedere molto… Non intendo avere il sedere di trovare un lavoro superpagato, nel quale fare carriera senza muovere un dito e vivere di questo genere di rendita a vita facendo sì che il mio cervello si ammuffisca lentamente.
Vorrei solo trovare un lavoro che mi dia la possibilità di sfruttare le mie capacità, che mi faccia mettere un po’ di soldi da parte e – soprattutto – mi faccia ottenere quella dannata esperienza che tutti cercano ma che nessuno ha. Io voglio andare avanti con le mie forze e poter realizzare i miei sogni, e due di questi sono divenire una scrittrice ed andare a vivere a Londra.

Cosa fare per realizzarli? Nel primo caso, sto tentando. Credo molto nelle mie capacità, ma non si smette mai di imparare e migliorare. Per questo partecipo a concorsi e, nel frattempo, scrivo su vari siti di scrittura nei quali poter scambiare opinioni con gli altri iscritti. Per questo continuo a leggere come una forsennata… No, lo ammetto. Leggo perché adoro farlo u.u
Comunque, sto cercando di migliorare seguendo critiche e consigli, impegnandomi su più fronti e finendo il mio romanzo che, una volta terminato, lo giuro… Sarà spedito a tutte le case editrici che ho sempre sognato di vedere accanto al mio nome; perché, diciamocelo – again! – se la Mondadori ha pubblicato i libri della D’Urso, la mia quadrilogia deve pubblicarla per forza.
E per il secondo sogno? Dio, quanto mi piacerebbe prendere le poche centinaia di euro presenti sul mio conto ed andare via oggi stesso! Il problema? Quelle poche centinaia di euro mi darebbero un calcio nel didietro entro poche settimane ed io dovrei tornare a mani vuote e con l’animo sotto i piedi. Per questo cerco un lavoro. So, lo sento, che il mio posto non è qui… È in quella città che sento d’appartenere, è lì che ripongo i miei sogni di carriera, di vita, d’amore e chi più ne ha, più ne metta. Quella città mi ha rapito il cuore e se lo tiene ben stretto.

Non credete io sia un’ingrata che abbandona la propria famiglia inseguendo strambi sogni di gloria.
Amo la mia famiglia e lo scoglio più duro sarebbe proprio il distacco, però ho ventiquattro anni, è tempo che io mi allontani un po’ dalle mie radici, non staccandomene, solo allontanandomi, cercando finalmente la mia strada ed imboccandola.
Vorrei davvero trovare quel famigerato posticino nel mondo che è fatto per me, solo ed esclusivamente per me.
Vorrei realizzarmi e smetterla di sentirmi sempre nel posto sbagliato e nell’epoca sbagliata. Tutta questa frustrazione, questo malcontento… Tutto questo mi sta distruggendo. Ho voglia di vivere, vivere davvero. Perché, siamo onesti, fin’ora quasi tutti noi – parlo della maggior parte dei miei coetanei – stiamo solo sopravvivendo, arrancando in questa giungla che ci respinge.
L’Italia, ormai, è solo un nome ed un potenziale che mai verrà sfruttato. È divenuta una terra arida per noi giovani, non per colpa sua ma a causa di chi la governa.
Non c’è vita ora e non ce ne sarà nemmeno in un futuro abbastanza prossimo.
Non voglio ritrovarmi trentenne, con un lavoro saltuario, ancora a casa dei mie e con la frustrazione a fior di pelle.

Voglio una vita mia, una vera vita mia. Voglio poter essere indipendente, autonoma, svegliarmi la mattina sapendo di star mettendo ogni giorno un nuovo mattone per quella che sarà la mia vita.
Ora, purtroppo, mi sveglio solo pensando a quanto mi senta soffocare da questa situazione, a quanto io mi stia perdendo d’animo giorno dopo giorno, a quanto questo malcontento mi stia portando via,  alla deriva della mia vita.

Voglio cambiamenti, dannazione, e li avrò.

Voglio che la vita vera, quella a cui dicono di prepararci appena finita la scuola, si apra davanti a me con prospettive più rosee perché me lo merito, cacchio, ce lo meritiamo. Ce lo meritiamo, ragazzi, tutti noi.
Non perdiamoci d’animo.
Presto, il sogno di andarmene da qui, di mollare tutto sarà realtà. Lo sento.
Il giorno in cui prenderò un biglietto a caso per Londra, solo andata, è vicino. E quel giorno sarò libera.
Libera.
Finalmente.
Libera di sbagliare e capire, di fare la cosa giusta, di imparare e crescere, di avere delusioni e di essere felice.
Libera, solo libera.

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