Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2012

“Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti.”
Questa frase mi è sempre stata di grande impatto. Non importa quante volti io riguardi quel film, ogni volta che sento pronunciare questa frase mi sobbalza il cuore.

Bram Stoker’s Dracula, anno 1992 per la regia di Francis Ford Coppola. Un film che ho sempre amato e che continuo ad amare.
Ok, già vedo nasi storcersi. Lo so anche io, ci sono grandi differenze con il libro. Vero, verissimo.
Io parto sempre da questo presupposto:  il libro è il libro, il film è il film.
Il libro è un romanzo ottocentesco che inaugura il periodo di massimo splendore del genere gotico, dove i mostri della notte e non, sono visti solo in una chiave, quella mostruosa. Il film, invece, è un omaggio al genere ottocentesco conosciuto come romanticismo. I mostri vengono visti in chiave umana e trascendente, non sono più bestie che incarnano il moralismo di un’epoca in cui le donne dovevano essere “devote”, un’epoca in cui il sesso era un tabù e la differenza tra i sessi era ben più che marcata.  Il romanzo gotico utilizza la chiave mostruosa per poter bandire comportamenti e immoralità presenti nel periodo ottocentesco e non. Ogni mostro deve esser visto come la personificazione dell’immoralità tanto cara agli occidentali dell’epoca.

Il Dracula – libro – presenta un mostro senza traccia di umanità, che vive per il sangue e che non ha nessuna brama amorosa per la nostra Mina.
Monsieur Coppola, invece, ha voluto donare l’umanità al tanto temuto ed odiato Conte. Vi ha introdotto la vicenda della reincarnazione di Elisabeta – moglie di Dracula umano – e il suo amore puro e incontaminato che varca davvero l’oceano del tempo per ritrovare l’amata. Il film ci presenta un Dracula che vuole evitare le sofferenze al giovane Harker – nonostante suo nemico – cercando di impedirgli di visitare il castello – cosa che lui, ovviamente, non ascolta – per evitare di imbattersi nelle sue mogli e in chissà quali altre atrocità. Troviamo un Dracula spinto dalla forza del suo amore per la moglie, un Dracula umano che piange ogni qualvolta venga pronunciato il nome della sua “Principessa”. Un Dracula che non forza la giovane Mina ma che la corteggia, galantemente. Un Dracula restio alla dannazione della ragazza e un Dracula che si lascia uccidere pur di evitare le sofferenze eterne all’amata.

Per quanto adori il libro – ne ho più versioni sia in lingua che in italiano (soprattutto in italiano, del quale ho cinque o sei versioni, tradotte ognuna da diverse personalità) – devo ammettere che questa umanizzazione, questo filone romantico – inteso come corrente letteraria – mi affascina moltissimo.

L’eroe antieroe, l’amore che supera ogni confine, la bellezza così tanto decantata e la profondità dei sentimenti, mi travolge in maniera assoluta.

La frase che apre il post – che è anche il titolo del post stesso – è ciò che racchiude l’essenza del film e del personaggio principale.

Nonostante sia una divoratrice di romanzi gotici, non posso che essere travolta e affascinata da questo amore puro e sofferto.
Può un amore così potente esistere?
Tralasciamo la questione della reincarnazione  e dell’immortalità per un secondo (tanto la riprendo tra un attimo)  e parliamo solo del sentimento. Può davvero un sentimento essere così forte e duraturo? Può davvero esistere così tanto amore? Si può davvero amare in modo così assoluto e distruttivo qualcuno?

Se davvero così fosse, come si può perdere tutto?

Possibile che siamo su questa terra solo per un lasso di tempo così breve e che tutto ciò che proviamo venga perso nel nulla? Cosa c’è dopo? Dove finiscono questi sentimenti?

Se potessimo reincarnarci anche noi, andremmo alla ricerca del nostro amore passato?
Ogni volta che guardo questo film mi piace poter credere a quest’idea.
Non siamo solo un corpo che muore, un’anima che lascia la terra per qualsiasi posto ognuno di noi sia portato a credere. Non può essere così. Mi sembrerebbe davvero una presa in giro. Tutta la sofferenza, tutto il dolore, le lezioni imparate, l’amore donato e l’amore ricevuto.. non può essere cancellato tutto così..

Mah, forse mi lascio travolgere troppo. Saranno le musiche, i costumi, le battute.. non so, sarà che mi identifico sempre in qualcuno quando guardo i film o leggo i libri, sarà che sono maledettamente empatica.. Sarà quel che sarà, ma io amo questo Dracula. Invidio la donna da lui così amata.

A volte vorrei essere anche io immortale, c’è così tanto da imparare e così poco tempo per apprendere..

Bene, dopo questo strano post vi lascio un video stupendo che ho, casualmente, trovato sul tubo.
La canzone è una cover degli H.I.M. – Join me in death – cantata qui dal gruppo Gregorian insieme alla bravissima Sarah Brightman, e le scene sono invece tratte dal film di cui abbiamo appena parlato. Le scene mostrano la storia d’amore travolgente e tormentata della bella Mina e del maledetto Conte.

Alla prossima!

Read Full Post »

Mmh.. riflessioni.
Ultimamente sto riflettendo troppo, la testa mi va a fuoco! Ahahahah
A parte gli scherzi, è un periodo davvero strano questo.. Penso e ripenso, penso e ripenso.. Non che sia una novità questa. Sono sempre stata così:  ore e ore a rimuginare sulle cose, giorni e giorni afflitta dallo stesso pensiero.. Il bello è che, dopo averci riflettuto una giornata, trovata una conclusione con tanto di consiglio finale, mi ritrovo il giorno dopo al punto di partenza! Come se la conclusione alla quale ero arrivata il giorno prima non fosse abbastanza, come se mancasse qualcosa, una parte.. Così rimugino e rimugino, con tanto di fronte corrucciata e rughe ben in evidenza.

Ultimamente sto addirittura peggiorando. Ogni qualvolta io mi ritrovi a riflettere sui miei comportamenti e sul mio modo di pensare, finisce che vado a ricercarne casi simili nella psicologia, i classici casi clinici. Cerco sempre una risposta, o meglio un movente, nella psicologia, scoprendo ogni giorno una fobia nuova o una qualche strana affezione della mia mente. Mi scopro ciclotimica se non con qualche disturbo bipolare, depressa, philophobica, chiraptofobica, ipocondriaca, ansiotica.. Un bel mix! Ogni giorno ne aggiungo una alla lista!

Secondo voi, da cosa deriva tutta questa paura? Da cosa deriva il voler cercare la radice in un male psicologico? È forse un voler scaricare la colpa su qualcosa di congenito e quindi non causato da noi stessi? È il cosiddetto capro espiatorio? Non so. Forse alla fine sono io stessa che me ne autoconvinco. Sono io stessa che mi son creata questo circolo vizioso.

Penso solo che..
Penso solo che penso troppo.

Read Full Post »