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Archive for novembre 2010

Avete mai amato qualcuno così tanto da far fatica a respirare?

Sì, sto ascoltando la canzone di Eminet feat. Rihanna, “Love the way you lie” e alle parole “You ever love somebody you can barely breath when you’re with them” mi si è fermato il cuore. E’ vero, sembrerà stupido ma.. quelle parole mi sono arrivate dritte all’anima. Insomma, puoi fare la stronza quanto vuoi ma alla fine.. anche tu hai un’anima. Delle emozioni. Dei sentimenti. Puoi soffocare il tutto, chiuderlo a chiave o seppellirlo.. fa’ ciò che preferisci, ma tanto, prima o poi, perforeranno il muro che hai costruito attorno a loro, scaveranno la terra nella quale sono seppellite, riusciranno a prendere aria..e sarà allora che andrai in pezzi. LETTERALMENTE. Mille pezzi. Mille schegge, frammenti di te stessa. E raccoglierli.. sarà durissima.

Le persone gelide, dalla facciata solida e impenetrabile, quelle ciniche, dure e chiuse, quelle “senza sentimenti”.. beh, vi posso dire che per esperienza, quelle persone sono in assoluto le più fragili. E quando la loro maschera va in pezzi, è la fine. Non avranno mai la forza di raccogliere i pezzi, e non avranno nessuno al loro fianco che possa dar loro una mano perchè avranno allontanato ogni persona che, fino a poco prima, voleva loro bene. Bene davvero. Ma cosa ci possiamo fare, certe persone sono destinate a rimanere sole. Sono diffidenti per natura. D’altro canto però, non c’è nessuno che si prende mai la briga di scavare un pochino più in profondità. Esatto. Ok, queste persone ce la mettono tutta per restare da sole, ma voi.. voi che dite di aver fatto tutto il possibile, voi che dite di aver veramente tenuto a quelle persone, voi che dite che vi dispiace di averle perse.. voi, siete degli ipocriti, bugiardi e opportunisti. Se veramente aveste tenuto a quelle persone, a quest’ora sareste al loro fianco. E invece? E invece nulla. Troppo comodo indietreggiare al primo ostacolo. Però.. chi ci perde siete voi, non coloro che abbandonate. Siete voi che non scoprirete mai il meraviglioso mondo che si cela dietro persone all’apparenza fredda e distaccata. Sensibilità, bellezza, sincerità, fedeltà, amore… Vi perderete tutto questo. E “tutto questo” è vero e sincero. Non è finto perbenismo, ma sentimenti veri. Beh, pensateci un pò su. Se queste parole faranno veramente effetto, sentirò bussare alla mia porta..altrimenti, sarà altro fiato sprecato. Ma tutto sommato, andrebbe bene anche così. Io almeno, ho avuto la decenza e il coraggio di alzare una mano ed esprimermi. Ho partecipato. Voi?

 

Torniamo al nostro titolo. La canzone di eminem si ripete all’infinito questa notte.. è inutile, sono malinconica. Ho mai amato qualcuno così tanto da non riuscire a respirare? L’ho fatto davvero? Sì. No. Forse. Beh, mi sarebbe utile uno strizzacervelli in questo momento, ma ahimè, pecco di “superbia” e tendo sempre a far da me. Tra l’altro, autopsicanalizzarmi mi piace molto. Mi fa sentire potente. Come se fossi in grado di vedere al di là di ogni cosa. Come se potessi vedere il “Grande disegno” e non solo un paio di particolari. Ve l’ho detto, pecco di superbia. ;)

Dunque, analizzando la mia turbolenta vita sentimentale penso di poter arrivare ad una risposta. Ho avuto molte infatuazioni, molte storie – breve o lunghe, importanti o meno – ma ho mai davvero amato qualcuno? Forse, uno. Avevo quattordici anni quando l’ho conosciuto. Lui ne aveva diciannove, invece. Eh, il ragazzo più grande. Macchina, università, nessun coprifuoco, alcool libero… ma soprattutto tanta, tanta esperienza che agli occhi di una ragazzina erano qualità. Qualità perfette. Quando si ha quattordici anni la vita di un diciannovenne ci sembra simile a quella dei film. Alto, moro, occhi tra il verde e il marrone. Fisico..beh, per me era perfetto! A distanza di sette anni potrei stilare una lista di difetti, ma all’epoca lui era una sorta di Brad Pitt ai miei occhi, e comunque i primi tempi era davvero un bellissimo ragazzo. Mi ero presa una cotta per un ragazzo della mia compagnia, e lasciarlo per andare in vacanza era stato traumatico, così la prima sera in quel paesino della Calabria, a pochi minuti dal mare.. mi sembrava un incubo. Festa del paese (qui non è una cosa che si vede tutti i giorni), dialetto – all’epoca – incomprensibile, ragazzi troppo tamarri, ragazze troppo casa e chiesa di facciata, ma zoccole nel midollo. Cibo? Oddio, tutto secondo la tradizione… Risultatao? 5 kg in meno già la prima settimana. Tutto sommato mi era bastato poco per fare amicizia: circa dieci minuti. Passeggiavo con queste nuove amiche – mezze parenti (in quel paese siamo praticamente tutti parenti!) quando ricevo le attenzioni di un ragazzo. Era il “figo del paese”, ma sinceramente? Non me ne fregava niente. Ero stata accerchiata tutto il giorno da promessi spasimanti.. ne avevo piene le balle. Io avevo il mio “amore” qui, chi se ne fregava di un branco di tamarri!

Sedute sui gradini della statua vicino alla chiesa, si avvicina questo ragazzo che comincia a parlare a una delle mie nuove amiche, la quale gli chiede gentilmente di aprirci non mi ricordo cosa con l’accendino (birre? mmh, ricordi sfocati..) Lui da perfetto gentiluomo, apre le bibite (ai miei occhi era diventato una specie di James Dean con quel gesto.. wow, aprire delle bottiglie con l’accendino. Che figo! ahahah, anche setutto ciò non mi venne in mente subito ma a scoppio ritardato.. ve l’ho detto. Non m’interessavano altri ragazzi…eeeeh) e comincia a parlare di me con la ragazza. Ci presentano. Come al solito io non capisco il nome ma stringo ugualmente la mano con un super sorriso forzato. Non lo cago molto per quei pochi minuti, poi se ne va. Mi ricordo come se fosse ora.. Mi giro verso mia cugina, la quale incantate inizia a cantarne le lodi, e le dico “Come ha detto che si chiama? Carmelo?” lei mi fissa con una faccia sconvolta e mi risponde “Ma che hai capito, si chiama Angelo. Non lo conosci?” e inizia a raccontarmi della strage di cuori che il ragazzo faceva ogni anno. Io feci spallucce. Non m’importava nulla di quella specie di casanova dall’inflessione meridionale ahahah ;)

Continuammo a girovagare e incrociammo lui e i suoi amici. Occhiate varie dai suoi seguaci, poi le sue. Io? Ma neanche per le balle. Ora, non mi ricordo quando, ma l’amica/cugina che aveva parlato con lui quando le aveva aperto la bibita, gli aveva dato il mio numero così mentre c’incamminavamo verso casa a fine serata, lui iniziò a mandarmi messaggi. Uno, due, tre.. wow che figo! Basta. Quella fu la mia condanna. Mi aveva colpita. Con le sue parole..mi aveva sciolta come neve al sole. Il ragazzo che avevo lasciato qua…chi…io? Non ricordo.. ahah Ero totalmente fottuta ormai. Mi ricordo che mentre camminavo verso casa, mi scrisse un messaggio dicendomi che “aveva toccato il cielo con un dito” quando mi aveva vista. Io ero diventata rosso peperone in viso, e sorridevo leggendo il messaggio… solo che, ero appena passata davanti a casa sua e lui era lì sotto in macchina! Io imbarazzatissima, girai il viso di scatto e tirai dritta e lui, stronzetto, mi mandò un messaggio dicendomi che avrei potuto salutarlo, mica mi mangiava! E da qui, signori miei, inizia la mia odissea. Quattro anni di sofferenze. dolore, pianti, pene. Quel ragazzo mi ha portato tanto tanto dolore. Però, ho anche qualche ricordo piacevole. Il nostro primo bacio, con i fari della macchina puntati addosso (quanta privacy!) per colpa di un pirla ahah Io ero agitatissima, come se non avessi mai baciato qualcuno! Ma lui mi mandava in tilt, così tanto che quel bacio fu.. boo! Velocissimo! Avevo il cuore che mi usciva dalla maglietta! Mi ricordo che, quando ci staccammo, lui mi disse qualcosa del tipo “quanta fretta, era il tuo primo bacio?” Una centrifuga signori, della serie -.- E io, imbarazzatissima gli risposi seccata che lui non era mica il primo! Che avevo un’esperienza dietro! Ahahahah Come ero tenera! Lui mi guardò così dolcemente! I baci seguenti andarono meglio, comunque. Giusto per la cronaca. ;)

Dio, quel ragazzo mi mandava in confusione! Quando pensavo a lui… non riuscivo a respirare. Quando vedevo apparire la sua auto.. mi mancava l’aria. Quando lo vedevo, incrociavo i suoi occhi.. quando mi era vicino.. quando mi era vicino mi si bloccava il fiato. Il cuore in gola martellava e l’aria… Quando stavo con lui non riuscivo più a respirare.

Quindi… sì. Ho amato qualcuno così tanto da non riuscire a respirare.

E rendermene conto… mi fa tremare le mani. L’ho amato davvero. Davvero.

Ho sofferto tantissimo per lui, e a causa sua non ho più alcuna fiducia nell’amore tanto da averne addirittura paura. Tanto da non avere mai una storia che si possa definire tale. Tanto da scappare appena i sentimenti entrano in gioco. Tanto da non crederci più. Eppure… forse ancora un pò ci spero. Perchè in fondo, era meglio soffrire le pene dell’inferno piuttosto che sentirsi… vuota. Quindi, Sì. Ho amato così tanto da non poter respirare e .. vorrei poter sentire il fiato bloccato in gola ancora una volta. Solo una.

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Fabrice Dulac.

Conosciamo tutti questo nome.

Grande poeta, scrittore di versi splendidi che trasudano sensualità, mistero, orrore, seduzione e.. sangue. Le sue poesie sono un inno alla cultura gotica, una splendida cultura sensibile e creativa, che purtroppo viene vista male solo a causa..di cosa? dei vestiti? Della musica che ascoltano? Della loro straordinaria e profonda sensibilità? della loro capacità di vedere il “bello” anche in ciò che non è perfetto ma bensì diverso, strano?

Bene, questi goth hanno tutta la mia ammirazione.

Sarò che anche io mi considero un pò come tale, ma secondo me, questa cultura non andrebbe denigrata anzi, bisogneebbe guardare a loro come modello di accettazione della diversità, della sensibilità, del proprio essere. Della propria anima. Amo la moda goth, la musica goth, i libri gth, i disegni, dipinti e le architeture gotiche. Amo questa cultura perchè riesce a tirare fuori la mia vera essenza.

Come ho scritto nella mia tesi di maturità, che verteva proprio sul movimento gotico, ” In ognuno di noi c’è un lato oscuro: alcuni scelgono di sopprimerlo, altri invece scelgono di viverlo.

I goth lo vivono, e lo vivono con tutta la loro essenza! Per questo, tutta la mia ammirazione.

Tornando a Fabrice Dulac (prometto che approfondirò il tema “Mondo Goth” visto che lo amo molto e visto che credo che un pò tutti dovrebbero saperne di più).. chi era costui? Innanzitutto..era un uomo? Nelle sue poesie (che poi vi posterò) i sostantivi che si rivolgono all’autore sono quasi sempre al femminile, il che potrebbe alludere che forse Fabrice.. fosse una donna?

Fabrice, può indicare sia il nome maschile (Fabrizio) che il nome femminile (Fabrizia).. per questo non capisco. Tutti dicono che sia un uomo ma.. io non ho mai trovato nulla sulla sua vita navigando in internet! solo tre delle sue poesie…nient’altro! Qundi.. posso permettermi di avere una mia idea. Fabrice era una donna. Una donna stupenda, molto bella e con una grandissima qualità: era una donna estremamente sensibile, in grado di raccontare l’ineffabile. Le sue poesie sono così evocative! Sento il mio sangue mescolarsi ogni volta che le leggo! Ho davvero i brividi..

Quest’alone di mistero mi innervosisce.. ma allo stesso tempo mi stimola! Devo assolutamente sapere qualcosa in più di lui..e visto che la più grande risorsa al mondo, Internet, non mi è d’aiuto.. farò quello che avrei dovuto fare sin dall’inizio: andrò a fare ricerche.. ricerche vere. Ricerche sui libri. Oh, l’odore dei libri! E’ inconfindibile.. aspro, secco..e così confortevole! Girerò biblioteche e librerie alla ricerca di materiale su questo poeta/poetessa e appena saprò qualcosa.. vi informerò subito! E’ davvero incredibile che non si riesca a trovare nulla su una personalità del genere. E’ davvero.. un’offesa.

Per onorare il suo grande talento, vi posto alcune sue poesie (quelle che sono riuscita a trvare!) sperando di stuzzicare la vostra curiosità e di indurvi a fare qualche ricerca… per conto vostro!

Buona Lettura ;)

 

IO SONO SANGUE

“Vedo un uomo:
la morte sorride dietro il suo viso.
Mi chiama a se con il vino.
Sono così stordita, così estasiata !
Rischierò forse la mia anima
per le sue carezze.
Perchè non stai lontano,tentatore?
Infiammata dai miei più oscuri desideri,
cieca,vedrei ancora le tue fiamme.

Vedo un uomo :
la morte si nasconde dietro il suo cappello.
Mi chiama a se con i sorrisi,
e il mio cuore è suo complice.
Perchè non batte forte quando è spaventato ?
Quanto tempo ancora prima che io sia al suo fianco ?

Vedo un uomo :
cinge la morte tra le braccia.
Il mio cuore sanguina tra i suoi palmi.
Sono indebolita,stremata….
E se lui mi baciasse….
Se mi avesse già baciato…”

 

 

OSCURO NEONATO

“Riesci a sentire il mio sangue ?
Si rimescola
bolle.
Immaginalo come uno sciroppo dolce e scuro
che vuole essere versato sulla carne.
Vieni a me ombra, demone oscuro,
scuoia la pelle dalle ossa,
prosciuga la mia anima dal nettare.
Nella tua oscurità, sono una nera farfalla
che vola delicata sulla tua rosa.
Vieni a me ombra, mio demone,
stacca le piume dalle mie ali,
tienimi sempre stretta al tuo cuore,
nella tua oscurità
io fiorisco.”

 

ENAGRA

“Tu che cammini con le ombre
il tuo cuore un fiore calpestato.
Sono qui.
Aspetto freddi baci
bramo la morte.
Riesci a sentire la mia anima?
Ho paura di te, di me.
Nel crepuscolo mi affretto:
la pioggia sul mio viso.
Ed eccoti sul mio collo,
le tue dita avide sui miei seni
i miei capezzoli come petali insanguinati.
Velami con le tue ali,
respirami,divorami,
lascia che io fluttui come il tuo fantasma.
Tu che cammini con le ombre,
lascia che il mio cuore sia il fiore calpestato nelle tue braccia.
Le mie unghie spine sulla tua schiena.
Sono qui.
Voglio le tue labbra,
assetata del tuo amore.
Sono qui.
Riesci a sentirmi?”

 

Dio. Ho ancora i brividi.Che splendide poesie! Sono così..così.. non ci sono parole per descriverne la bellezza.
Non ci sono parole.

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Questa notte vi posto il testo e il video di una splendida canzone: Bloodstream degli Stateless. Da quando l’ho sentita nel telefilm “The Vampire Diaries” (Dio, quanto mi piace questo telefilm!) non riesco a togliermela dalla testa.
Ha un sound così… sensuale. E’ dolce, romantica, sensuale e sottilmente erotica. E’.. splendida. Quando l’ascolto chiudo gli occhi e sembra che il mondo attorno a me sparisca.. le note diventano un sottofondo leggero che mi culla… Mi sembra di poter fuggire per qualche minuto dalla realtà. Essendo una persona che tende a razionalizzare ogni cosa, che riflette trenta volte prima di prendere una decisione e che osserva con occhio critico e razionale ogni sentimento e ogni stato d’animo.. beh, riuscire a provare queste sensazioni diventa.. un sogno. E’ per questo che AMO la musica. Mi cambia. Mi travolge. Mi fa provare sentimenti che, in altri casi, tenderei ad accantonare.

Va beh, ma lasciamo perdere quel contorto groviglio di confusione che è la mia persona e ritorniamo alla canzone. Vi posto il video con sotto il testo. Un testo molto lineare ma con qualche frase che, inserita in questo contesto semplice, ha l’effetto triplicato. Bene, Godetevela. Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare da questa melodia…

Bloodstream

“Wake up look me in the eyes again
I need to feel your hand upon my face
Words can relay nice
They can cut you open
And the silence surrounds you
and hunts you
I think I might’ve inhale you
I could feel you behind my eyes
You gotten into my bloodstream
I could feel you floating in me
Words can relay nice
They can cut you open
And the silence surrounds you
and hunts you
I think I might’ve inhale you
I could feel you behind my eyes
You gotten into my bloodstream
I could feel you floating in me

The spaces in between
Two minds and all the places they have been
The spaces in between
I tried to put my finger on it
I tried to put my finger on it
I think I might’ve inhale you
I could feel you behind my eyes
You gotten into my bloodstream
I could feel you floating in me
I think I might’ve inhale you
I could feel you behind my eyes
You gotten into my bloodstream
I could feel you floating in me”

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Ecco qui un’altra poesia.
Anche questa mi piace molto, perchè la trovo molto evocativa. Mi piace quando le parole riescono a evocare nella mia mente delle immagini. E’ questo che ricerco sempre quando compro un libro di poesie: immagini. Voglio che nella mia mente si materializzino, non appena i miei occhi si posano su di una parola e la mia mente la assimila. Spero però, che le mie poesie non evochino immagini solo a me! Altrimenti, che razza di scrittrice sarei se non riuscissi a penetrare le vostre emozioni, evocando le immagini che sono nella mia mente, anche nella vostra tramite delle parole? Sarei una scrittrice molto scarsa. U.U

Anche in questo caso le mie descrizioni riconducono sempre ad elementi comuni in tutte le mie poesie che però, sta a voi trovare, è semplice dai ;)

Vorrei solo darvi un piccolo aiutino per quanto riguarda la chiave di lettura.

I colori sono metafore. I luoghi sono metafore. Tutto ciò che vi è di fisico in realtà è la metafora di qualcosa di profondo..e astratto. Emozioni? Stati d’animo? O forse sarà altro.. qualcosa di ancora più indecifrabile, ma allo stesso tempo motore di tutto? Chi lo sa…

(Ok, ammetto di essere stata un tantino “ermetica”.. ma mi piace da matti mandarvi in confusione!)

Bene, buona lettura!

“È così buio qui.
Qui, negli abissi reconditi del mio animo.
È così freddo.
È così vuoto.
Ho sceso mille gradini per raggiungerti.
Una ripida scalinata stretta, umida e oscura
per venire qui.
Una candela.
Una sola candela bianca illuminava la mia via.
Ma la luce era così fioca e così debole.
I miei piedi nudi sentivano il freddo degli antichi scalini.
Ragnatele ovunque,
buio.
Umidità e solitudine.
Questo ospitava quella scalinata.
Morte e dolore
sembravano le parole incise nei freddi mattoni
dove la mia mano spaventata poggiava
tremante.
Ad ogni passo la candela
perdeva forza.
Sembrava che anch’essa mi stesse dicendo di andarmene.
Ma non potevo.
Non volevo.
Non dovevo scappare via.
Avevo bisogno di vedere,
anche solo per un attimo.
Ma tutto quello che vidi
fu solo buio.”

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Questa poesia è una delle mie preferite. Non solo amo questo fiore per la sua beltà, ma anche per ciò che incarna.

Bellezza, sensualità e delicatezza.
Oscurità, solitudine e morte.

Non riesco a spiegarmi il fascino che questo fiore esercita su di me. Lo subisco in modo così totale… La rosa è un fiore splendido che incarna la bellezza. I suoi petali sono soffici e profumati e al tocco sembrano velluto, eppure le sue spine sono così dure e pungenti. Sono forti. La rosa nera rappresenta tutto ciò ma con un fascino oscuro. Quel fascino tipico del “male” (inteso qui con richiamo ai classici romanzi gotici o alle poesie che richiamano in sè quel lato seducente dell’oscurità). Quel fascino pericoloso, mortale ma così seducente e inarrestabile. Nero. Il colore della notte, dell’oscurità e del lato nascosto/nemesi di tutti gli esseri. Adoro questo colore, così profondo, così avvolgente..

In questa poesia ho riversato emozioni leggere ma profonde. Sensazioni particolari, comprensibili solo per pochi.

Ma è questo il lato più affascinante della poesia: ad ognuno di noi arriva in modo diverso, scatenando sensazioni ed emozioni contrastanti e distanti le une dalle altre. Distanti da uomo a uomo.

“La mia camera è oscura, buia e silenziosa.
Poggiata alla finestra guardo la mia Luna.
Se solo potesse parlarmi,
Se solo potesse consolarmi.
La mia mente erra per mondi sconosciuti.
Passato, presente e futuro si congiungono
creando un tempo astratto, scontante e capriccioso.
Un refolo d’aria fredda e pungente s’alza,
le nuvole cingono il viso della mia amata Luna.
Invidiose, la oscurano.
Ma i suoi raggi s’aprono una via di fuga,
un passaggio nascosto tra le nere braccia.
Un raggio illumina la mia finestra.
Accanto a me una rosa in una campana di vetro
si mostra timida.
Una splendida rosa nera
sbocciata in tutta la sua grazia.
Oh Rosa Nera!
Tu, fiore del male dal quale sorge la più pura bellezza!
Tu, vergine sposa della morte!
I tuoi petali illuminati dalla Luna
sembrano ancora più oscuri, ancora più splendidi,
ancor più effimeri.
Come l’amore che riempiva il mio cuore.
Effimero.
Come egli.
Lui.
Sposo crudele del mio destino.
Lui.
Amante avaro delle mie notti.
Lui.
Splendido mostro dalle mille facce,
dalle mille lusinghe, dalle mille illusioni.”

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E’ vero. Sono più di tre mesi che manco dal blog… è una vita che non scrivo più, insomma! Porca miseria..è dire che il tempo proprio non mi mancava! E ora che è ricominciato tutto il solito trambusto.. eccomi qua a scrivere. Sarà che quando ho tempo libero in abbondanza, io non abbia niente da scrivere? Forse stare sdraiaiata a far nulla tutto il giorno non ti da grandi spunti di riflessione? Eppure dovrebbe essere il contrario. Dovrebbe essere l’esatto opposto! Insomma, è quando siamo liberi che abbiamo la possibilità di riflettere più a lungo e in profondità sulle cose, non quando siamo occupati! Forse però, è proprio ciò che ci occupa che ci dà lo spunto di cui abbiamo bisogno per riflettere e pensare. Forse è proprio così. Alla fine, sono proprio gli agenti esterni che ci condizionano. Comunque, dopo questa breve riflessione, torniamo a noi. In questo periodo sono… nei guai! Cavolo, non ho ispirazione! Zero! Zero assoluto! Quella pagina bianca lì, vuota, inerme, che mi fissa così candida… più la guardo più la mia mente si svuota! Che palle! Odio quando vado in modalità “blocco”, sono in piena crisi! Fino a tre settimane fa scrivevo a raffica praticamente e ora… niente! Eppure la storia c’è. La trama l’ho buttata giù, il finale pure. Non devo creare tutto partendo da zero. Ho un filo conduttore. Sono a più di metà ormai! Anzi, diciamo che sono arrivata a completarne i 2/3 ecco. Però.. questo blocco, questa “crisi da foglio bianco”.. mi rende così nervosa! Non solo il romanzo, anche con le poesie sono completamente… bloccata! Uffi >.<

Va beh, mi sono sfogata dai… mi sento comunque piuttosto delusa e arrabbiata visto che contavo di finire il romanzo entro la fine dell’anno..però dai, come questo blocco è arrivato beh, prima o poi se ne andrà! Bisogna essere positivi! (*modalità autoconvinzione on*)

Nel frattempo, tanto per dare una scossa e una spinta alla mia creatività, vi posto qualche poesia che ho scritto quest’estate. Spero vi piacciano! Buona lettura popolo della notte!

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