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Archive for luglio 2010

Questa è in assolutissimo la mia canzone preferita degli Evanescence. Adoro questo gruppo e tutte le loro canzoni! Da “Bring me to life” a “Going under”, da “My immortal” a “Call me when you’re sober”, da “Missing” (splendida!) a “Lithium”, da “Tourniquet” a “Everybody’s fool” e “Good enough”… canzoni a dir poco magnifiche!  Ma questa.. beh, questa è un capolavoro! Partendo dal “Lacrimosa” di Mozart (un movimento del Requiem per essere più chiari), gli Evanescence hanno composto una canzone bellissima, che unisce musica classica, musica sinfonica, gothic metal.. Stupenda. Davvero S T U P E N D A. La voce di Amy è fantastica, e la base.. la base.. ragazzi parliamo di Mozart! Il mio compositore preferito.. la sua musica ti tocca l’anima e apre porte sconosciute, celate al nostro lato conscio.. ci spinge verso un mondo indefinito, incoerente.. dove spazio e tempo sono scostanti.. dove passato, presente e futuro si uniscono… La sua musica è fantastica per meditare e rilassarsi. Non so se voi tutti conoscete la teoria delle 2vite passate”.. Ecco, io credo che meditando con la sua musica si possa entrare in contatto con noi stessi ma soprattutto si possa entrare in contatto con il nostro spirito e rivivere esperienze passate, rendendoci consapevoli di ciò che eravamo. Di un altro ciclo. Quando ascolto la musica di Mozart, la mie mente rievoca immagini di persone e paesaggi mai conosciute, mai visti.. sensazioni, suoni, odori.. forse sono davvero riuscita a entrare in contatto col mio spirito, sono riuscita a carpire frammenti delle mie vite passate.. forse…

 

Lacrymosa

 

“Out on your own
cold and alone again
can this be what you really wanted, baby?

Blame it on me
set your guilt free
nothing can hold you back now

Now that you’re gone
I feel like myself again
grieving the things I can’t repair and willing …

to let you blame it on me
and set your guilt free
I don’t want to hold you back now love

I can’t change who I am
not this time, I wont lie to keep you near me
and in this short life, there’s no time to waste on giving up
my love wasn’t enough

and you can blame it on me
just set your guilt free, honey
I don’t want to hold you back now love”

In questa versione troviamo la base musicale degli Evanescence, mentre il video è “Du riechst so gut” dei Rammstein.

A breve pubblicherò anche il “Lacrimosa” di Mozart, con qualche nota sull’autore e sulla composizione. Farò una piccola sezione sulla mia amata musica classica ;)

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Ecco qua. Questo è il mio ultimo racconto scritto per il contest “blusubianco”. Un altro racconto sull’amore. “Farfalle”. Le famose farfalle nello stomaco. quando l’ho scritto ero così… così presa per un ragazzo. Molto presa. E ora invece… Come cambiano le cose. Come cambiano in fretta. E’ così triste.. Vorrei poter chiudere gli occhi e tornare indietro a tre mesi fa. Era tutto più semplice. E io ero così felice. Sorridevo sempre. ero positiva, ottimista.. ero “innamorata”. Ma è finito tutto.. senza motivo tra l’altro. Un’ennesima questione in sospeso che mi chiude lo stomaco e fa scendere lacrime sul mio viso. Altro che farfalle. Mi sembra di avere dei topi nello stomaco. Topi voraci che si nutrono di me, che mi distruggono dall’interno..
Sto cercando di lavorare un pò su me stessa. Devo. Non posso continuare a sopravvivere nella speranza di un domani migliore, ma devo vivere rendendo migliore ogni mio giorno. ogni singolo e prezioso giorno della mia vita. Non voglio rimpianti nè rimorsi. voglio vivere e godermi la vita. Voglio smettere di sentirmi questo groppone nella gola, nello stomaco.. voglio smetterla di sentirmi fuori posto, di sentirmi diversa, voglio smettere di soffrire… dev aprirmi di più e buttare giù quei dannati muri che ho costruito. E’ ora di togliere l’armatura. E’ ora di togliere le maschere. Voglio che le persone mi vedano per ciò che ono realmente, nel bene e nel male. Ma se non farò dei cambiamenti su me stessa.. sarà tutto inutile. Devo essere sincera con me stessa, devo volermi bene e vivere di ciò che mi rende felice. Basta con tutta questa malinconia, questa tristezza.
Fromm diceva che nella vita come nell’amore, gli uomini sono portati a scegliere uno di due percorsi (il famoso dilemma cruciale dell’esistenza umana, quel bivio grazie al quale – o a causa del quale – la nostra vita sarà in un modo o nell’altro, sarà bianca o nera, sarà luce o buio, giorno o notte: l’uomo deve scegliere tra la via del bene e la vita (la biofilia) oppure la via della distruzione e della morte (la necrofilia). Detto così sembra una sciocchezza. Ma non lo è affatto. Scegliere la necrofilia non vuol dire suicidarsi, odiare la vita ecc.. significa adottare dei comportamenti che ci fanno del male (lasciarsi vivere anzichè vivere la propria vita, aver paura di vivere, aver paura di amare, chiuderci in noi stessi, crearci dei muri.. tutte cose che le persone comuni fanno all’ordine del giorno, giusto? Visto, non è come pensate. Necrofilia =emo, suicida, pazzoide ecc.. No. Necrofilia= paura di vivere, di lasciarsi andare, di seguire le emozioni – ad esempio, ovviamente). Scegliere la biofilia significa adottare dei comportamenti sani, per il nostro corpo e la nostra mente ( essere positivi, ottimisti, vivere al massimo – con cautela, ovviamente.. mica buttarsi da un ponte per provare l’emozione del volo – lasciarsi andare, vivere le emozioni, creare legami duraturi e fedeli, sinceri ecc). Secondo me scegliere la biofilia è come scegliere la felicità, o meglio la strada per la felicità. ma mi ricorda tanto quei telefilm americani degli anni ’50 con la famiglia perfetta.. così finti, di plastica. Ma è giusto. Tutti dovremmo cercare di essere felici. eppure.. perchè molti non lo fanno? Non credo siano masochisti.. c’è un problema di fondo che accomuna tutti.. c’è qualcosa.. ma non so ancora cosa. Sarà il fascino del lato oscuro..:? Non credo, anche se non è da sottovalutare.. Ma.. no. Non è questo. C’è un malessere comune che affonda le radici in qualcosa di molto profondo. Troppo. Una vaga idea..beh, ce l’avrei.. ma non ho lecredenziali adatte per esporla. Potrei dire un’immane sciocchezza. E poi.. più che un’idea è un insieme di pensieri scostanti e incoerenti che mi frullano nella testolina.
Va bene dai. Credo sia il caso di accantonare, almeno momentaneamente, l’argomento. Appena avrò qualche conoscenza in più, lo affronteremo nuovamente. Per il momento non credo sia il caso di esporci troppo. Non sono un professionista del campo, per ora ;)
Ok ragazzi. Vi posto il mio terzo ed ultimo racconto.
Spero vi piaccia.
 
 
 

«Assaggia.»

Il cuore gli batte forte e non sa cosa farsene delle sue braccia, così le tiene incrociate sul tavolo.
Lei gli passa il cucchiaino: sta aspettando. Ci sono tante cose da dire, adesso.
Prima di entrare in casa gli sembrava che si sarebbero esaurite tutte nello spazio che separa l’ingresso dalla cucina. Invece sono stati zitti.

Infila il cucchiaino nella parte bianca della farcitura. Suo padre avrebbe fatto lo stesso.
Il sapore del metallo è la prima cosa che sente, poi c’è solo il dolce che si scioglie sulla lingua
e gli sveglia una parte del cervello che credeva addormentata.

«Lo so perché sei venuto» dice lei nello stesso momento in cui lui si toglie il cucchiaino dalla bocca e chiede: «Cos’è?»

«Non puoi resistere al mio tiramisù! Tanto latte e poco caffè.. molto più dolce.» dice Iris con un sorrisetto carino e malizioso sul volto.

Andrea resta con il cucchiaino ancora vicino alla bocca e la fissa: quant’è bella. È  davvero splendida. Un viso a cuore bianco come la porcellana, dove due splendidi smeraldi sono incastonati al posto degli occhi e un petalo di rosa color amaranto è posato al posto delle labbra. Le sue guance sono sempre rosee: sembra perennemente in imbarazzo. Ha l’aria così dolce e fragile. Eppure è una tigre. Anzi no, è una pantera. Iris è così: dolce e forte allo stesso tempo, buona e cattiva, timida e estroversa. Il bianco e il nero in lei sono componenti alla pari.. alle volte prevale uno, alle volte l’altro; e quando è il nero a prevalere… beh, immaginate un po’ voi!

Lei lo guarda con occhi indagatori. Aspetta una risposta. Ma Andrea è troppo perso a contemplare la sua bellezza..e lascia trascorrere i secondi. Le guance di Iris diventano più rosee, quasi rosse. Forse è il momento di rispondere.

« Ah ah! Sempre la solita. Non sono venuto per il tiramisù anche se….» risponde strizzando l’occhio. « Guarda, se tu conosci “qualcosa” di più divertente da fare insieme… beh, proponi pure!»

Iris scoppia a ridere. Una risata cristallina, vera, pulita. Una risata sincera e spontanea.

Entrambi ridono di quel momento così strano, così…”malizioso” eppure qualcosa sta cambiando. Sentono entrambi che quella battuta ha smosso qualcosa.. forse un sentimento assopito da troppo tempo ormai? Anche se continuano a riderci su Iris sente il suo cuore accelerare velocemente e le guance divampare. Andrea sente un fremito lungo la schiena, un brivido che gli percorre il corpo intero. Il suo stomaco.. il suo stomaco.. è pieno di farfalle!

Quanto tempo!

Quanto tempo che non sentivano entrambi questa sensazione!

Le “farfalle nello stomaco”.. un’agitazione e un’ansia strana che ti prendono nei momenti meno opportuni, un mix di emozioni che di per sé dovrebbero essere “negative” ma in questo contesto diventano..diventano addirittura positive. L’ansia e l’agitazione sono stati d’animo che alterano in negativo il nostro equilibrio emozionale, ma quando quest’alterazione è dovuta sì all’ansia e all’agitazione chiamate in questo caso farfalle nello stomaco..beh, la sensazione è tutt’altro che negativa! Ti senti.. vivo! Senti il tuo corpo. Senti la tua mente. Senti il tuo cuore. Senti la tua anima. Sembrerà sciocco ma.. è come tornare indietro nel tempo. Ti senti di nuovo un’adolescente in preda agli ormoni e alle prime cotte. Hai le palpitazioni, le mani ti sudano e non sei più in grado di pensare lucidamente. Sei proprio nel pallone! Hai in testa una confusione tale che nemmeno riesci a pensare! Ed ecco che si presentano… una sfilza di figuracce pronte all’attacco, proprio dietro l’angolo! Avete mai fatto caso che quando c’è nei paraggi una persona che ci “interessa” in automatico tutte le “disgrazie” capitano a noi? Tacchi che si rompono, buche che ci fanno fare imbarazzantissimi capitomboli, parole che fanno fatica ad uscire oppure parole che si ingarbugliano direttamente nel momento in cui vengono pronunciate… ecco, tutta queste serie di figuracce è sempre pronta quando abbiamo le “farfalle nello stomaco”.

Eh sì.. sono proprio tornate. Le farfalle sono tornate. Eppure.. è davvero un dolce ritorno.

“Meglio aver amato e perduto che non aver amato mai” diceva Alfred Tennyson..e aveva ragione! È come dire “meglio aver provato delle emozioni e aver sofferto in seguito che non aver provato nulla”… quindi… Viva le farfalle nello stomaco! Siete le benvenute! Se tutto questo mi fa sentire di nuovo vivo…ebbene sì, vi spalanco le porte del mio stomaco! Rimaneteci pure in eterno care farfalline!

 

Iris e Andrea si sentivano strani. Avevano i brividi. Eppure non faceva freddo in quella notte d’agosto.

Si guardano. I loro occhi si fermano in quelli dell’altro. I loro cuori battono veloci. Le loro anime si sfiorano.

Succede tutto in pochi splendidi e indimenticabili secondi.

Andrea si alza, fa il giro del tavolo, prende in braccio Iris e la bacia. La bacia con passione. Iris ricambia il bacio. Un bacio caldo. Dolce e romantico ma allo stesso tempo pieno di passione ed erotismo.

Non sanno come, ma in un momento sono nella camera di lei. Andrea poggia Iris delicatamente sul letto. Si baciano ancora. Si accarezzano. Sentono i loro corpi a contatto e tutto questo causa loro un brivido freddo lungo la schiena. La Luna splende alta nel cielo limpido e sereno, nella notte buia e silenziosa.

Si amano. Si amano come non hanno fatto mai. Con nessun altro. Con nessun’ altra. La loro è un’unione completa: mente e corpo.  Anzi no.. anima e corpo. I loro cuori battono insieme. Hanno lo stesso ritmo. Gemono e si amano. E la notte trascorre veloce come non mai, tra parole sussurrate e sospiri spezzati. “La notte appartiene agli amanti” cantava Patti Smith in una sua celebre canzone: aveva proprio ragione.

L’amore. Le farfalle nello stomaco. Queste sensazioni di ansia e tranquillità, agitazione e pace che un unico sentimento è in grado di far provare ad ogni uomo. Ogni uomo che ha vissuto l’Amore, quello con la A maiuscola sa che d’amore si vive. È l’amore che muove ogni cosa, ogni gesto, ogni pensiero.

L’amore per la famiglia, l’amore per un animale domestico, l’amore per la natura, l’amore per il proprio partner, l’amore per ogni uomo…l’amore in ogni sua forma.

E finalmente torna. Anche per Iris e Andrea è tempo del ritorno. È tempo di tornare ad amare e a sognare… insieme. È tempo del ritorno dell’amore.

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Et voilà! Un’altra ballata. Un’altra splendida ballata. Amo gli Scorpions e amo le loro canzoni. Questa è una delle mie preferite in assoluto, assieme a “Send me an angel” e “Wind of change”. La voce di Klaus Meine? Bellissima. Pulita. Limpida. Ti tocca l’anima. Come la musica, il ritmo, i fantastici assoli di chitarra.. Sono un gruppo fantastico. Godetevi anche questa magnifica canzone.
 
Still loving you
 
“Time, it needs time
To win back your love again
I will be there, I will be there
Love, only love
Can bring back your love someday
I will be there, I will be there

I’ll fight, babe, I’ll fight
To win back your love again
I will be there, I will be there
Love, only love
Can break down the wall someday
I will be there, I will be there

If we’d go again
All the way from the start
I would try to change
The things that killed our love
Your pride has built a wall, so strong
That I can’t get through
Is there really no chance
To start once again
I’m loving you

Try, baby try
To trust in my love again
I will be there, I will be there
Love, our love
Just shouldn’t be thrown away
I will be there, I will be there

If we’d go again
All the way from the start
I would try to change
The things that killed our love
Your pride has built a wall, so strong
That I can’t get through
Is there really no chance
To start once again

If we’d go again
All the way from the start
I would try to change
The things that killed our love
Yes, I’ve hurt your pride, and I know
What you’ve been through
You should give me a chance
This can’t be the end
I’m still loving you
I’m still loving you, I need your love
I’m still loving you”

 
 
 

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Credo che questa sia una delle più belle canzoni mai scritte. Assieme a “Silent Lucidity” dei Queensryche. Una ballata splendida. Triste e malinconica. Io adoro ascoltarla mentre osservo la Luna fuori dalla finestra, con la tenda che svolazza e il vento fresco sul viso.. Mi rilassa e mi fa riflettere. Mi pervade un senso di malinconia e tristezza, ma va bene così. questa canzone è troppo bella per non ascoltarla. Godetevela. “I close my eyes only for a moment and the moment’s gone [..] Dust in the wind, all we are is dust in the wind”….
 
Dust in the wind
  
“I close my eyes, only for a moment, and the moment’s gone
All my dreams, pass before my eyes, a curiosity
Dust in the wind, all they are is dust in the wind
Same old song, just a drop of water in an endless sea
All we do, crumbles to the ground, though we refuse to see

Dust in the wind, All we are is dust in the wind

Don’t hang on, nothing lasts forever but the earth and sky
It slips away, all your money won’t another minute buy

Dust in the wind, All we are is dust in the wind”

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Silent lucidity

“Hush now, don’t you cry
Wipe away the tear drop from your eye
You’re lying safe in bed
It was all a bad dream
Spinning in your head
Your mind tricked you to feel the pain
Of someone close to you leaving the game of life
So here it is, another chance
Wide awake you face the day
Your dream is over… or has it just begun?

There’s a place I like to hide
A doorway that I run through in the night
Relax child, you were there
But only didn’t realize it and you were scared
It’s a place where you will learn
To face your fears, retrace the years
And ride the whims of your mind
Commanding in another world
Suddenly you hear and see
This magic new dimension

I- will be watching over you
I- am gonna help you see it through
I- will protect you in the night
I- am smiling next to you, in Silent Lucidity

[spoken during solo]
(Visualize your dream)
(Record it in the present tense)
(Put it into a permanent form)
(If you persist in your efforts)
(You can achieve dream control)
(Dream control)
(How’s that then, better?)
(Hug me)

If you open your mind for me
You won’t rely on open eyes to see
The walls you built within
Come tumbling down, and a new world will begin
Living twice at once you learn
You’re safe from the pain in the dream domain
A soul set free to fly
A round trip journey in your head
Master of illusion, can you realize
Your dream’s alive, you can be the guide but…

I- will be watching over you
I- am gonna help to see it through
I- will protect you in the night
I- am smiling next to you….”

 

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The Phantom of the Opera
 
[CHRISTINE:]
“In sleep he sang to me
In dreams he came
That voice which calls to me
And speaks my name
And do I dream again
For now I find
The Phantom of the opera is there
Inside my mind

[PHANTOM:]
Sing once again with me
Our strange duet
My power over you
Grows stronger yet
And though you turn from me
To glance behind
The Phantom of the opera is there
Inside your mind

[CHRISTINE:]
Those who have seen your face
Draw back in fear
I am the mask you wear

[PHANTOM:]
It’s me they hear

[TOGETHER:]
My/your spirit and your/my voice
In one combined
The phantom of the opera is there
Inside your/my mind

He’s there the Phantom of the opera
Beware the Phantom of the opera

[PHANTOM:]
In all your phantasies
You always knew
That man and mystery

[CHRISTINE:]
Were both in you

[TOGETHER:]
And in this labyrinth
Where night is blind
The phantom of the opera is there
Inside your/my mind

[PHANTOM:]
Sing my angel of music”

 
 

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Ecco qui! Questa notte vi posterò il secondo racconto con il quale ho partecipato al contest di cui vi ho parlato ieri notte. In questo breve componimento sono riuscita ad infilarci un pò d’esoterismo! ;) E’ il mio genere, dopotutto. Non potevo essergli infedele. In modo così plateale, tra l’altro. così mi sono messa d’ompegno e ho scritto un bel racconto di..magia. streghe, per la precisione. Un racconto sulle streghe buone. Mi piace molto. O meglio, mi piace l’idea. E’ un pò breve. Purtroppo i parametri erano quelli e non ho potuto farlo più lungo. mi sarei voluta soffermare di più sul rituale delle candele.. ma non ho potuto. Doveva esserci un avvenimento che cambiasse la scena (consiglio di una scrittrice che, per il contest, ci diceva “come scrivere un buon racconto”). Non ho potuto crogiolarmi nei miei amati dettagli.. amo le parti descrittive molto più di quelle d’azione! Sarà che scrivo poesie e sono affezionata al lato descrittivo.. emotivo ;) Molte persone che hanno letto i miei racconti mi han detto che infatti sembrano delle poesie. Sono scritti con una precisione dei particolari, con una grande cura nella scelta delle parole, da sembrare poesie. sono state delle critiche splendide. Una ragazza mi ha detto “Ho notato che ti soffermi molto sulle parti descrittive, che di solito, sono quelle che annoiano di più. Eppure..tu riesci a renderle così piacevoli, così piene d’emozioni da riuscire a vedere nella mente l’immagine descritta. Tu riesci a far diventare leggere queste parti. E’ una grande qualità. Amo il modo in cui scrivi. Amo il modo in cui utilizzi la punteggiatura e amo la tua cura nella scelta delle parole.” Sono state delle parole che..mi hanno emozionata tantissimo! davvero… è stata un’esperienza splendida. Quando scrivi hai sempre un pò paura nel mostrare le tue opere. le critiche negative uccidono il nostro animo e la nostra volontà, anche se sono “costruttive”. Quindi ero..terrorizzata! per fortuna però è andata bene..anzi, benissimo! Ho molta più fiducia nelle mie qualità e nelle mie capacità! Scrivere per me è vita. E ora ho scoperto che la mia “vita” è apprezzata e ben accetta! Un sogno insomma. Faccio quello che più mi piace, quello che amo..e le persone lo apprezzano. Apprezzano le mie opere. le mie “creature”. Una favola.
Ora credo sia il caso di postare il racconto, prima che io mi metta qui con fare sognante a scrivere quant’è bello scrivere, essere apprezzati ecc.. altrimenti, non la smetto più! E’ che mi emoziono!! >.<
Dai, posto il raccontoooo!
 
 
 

Caterina dice che aspetta ogni mercoledì a partire dal mercoledì sera. Che è il suo piccolo momento di piacere. Io non mi faccio illusioni, però: dice tante cose.

Quando arrivo ha già messo al loro posto i pezzi sulla scacchiera e i cuscini, visto che giochiamo sul pavimento e ogni partita dura un’ora o più.

«Non tocca a me il nero» faccio, come ogni volta.

«Si invece» dice lei, accarezzando i suoi pedoni bianchi come se fossero un piccolo esercito del bene.

E leggo nei suoi occhi così tanto amore.. E vedo in lei una splendida luce.. solo io però la so cogliere. E questo è davvero un peccato.

Caterina è una ragazza solare, allegra e di ottima compagnia. È una grande amica. Sa ascoltarti e consigliarti ma soprattutto non ti giudica mai. Eppure.. tutti vedono solo quella stupida maschera che porta indosso, quella maschera che la fa apparire una vera “stronza”. E invece.. è la persona più sensibile di questo mondo! Ma usciti da questa stanza, da questo nostro limbo, lei indossa subito la sua maschera e torna ad essere la ragazza che infrange i cuori di mille ragazzi, alla quale basta spostarsi i capelli con un gesto della mano per far capitolare il più bel ragazzo del paese. Eppure.. è così sola. Non riesce a trovare la sua anima gemella. Lei dice che non le interessa “Io non credo nell’amore Fede” ecco tutto quello che mi risponde. Una volta è arrivata a darmi anche una spiegazione del suo “non credere nell’amore”, una spiegazione che mi ha lasciata basita e con la pelle d’oca.

“ Fede, io credo che non tutti siano nati per vivere in coppia. Ci sono persone, come me ad esempio, che sono nate per stare da sole. E si completano. Quindi, perché cercare qualcosa che non mi serve? Anzi, perché cercare qualcosa che non esiste? Io sono un’anima completa. Non ho bisogno dell’amore.”

Scioccata ricordo ancora come sbraitai e inveii contro di lei. Era un’assurdità quella che mi aveva detto. Vivere senza amore! Puah! Che cavolata! Come si può vivere senza amore? Come fa una strega a vivere senza amore? Non può! Una strega non può proprio! La magia è amore: amore per noi stessi, amore per la natura, amore per tutti gli uomini… amore all’ennesima potenza insomma. E lei non ci credeva. Eppure.. aveva tutti ai suoi piedi. Tutti tranne l’unica persona che le interessava. E questo la faceva soffrire, ma non l’avrebbe mai ammesso.

«Bene Fede, allora cominciamo! A te i neri, ti ho sistemato anche i tuoi cuscini preferiti. Le candele sono lì alla tua destra. Disponile in semicerchio dietro di te. Accendi le candele bianche partendo dalla tua sinistra. Una a sinistra e una a destra, una a sinistra e una a destra.. ecco così.. brava. Ora disponi la candela verde al centro. Aspetta, dobbiamo accenderla insieme.»

Si gira e incomincia anche lei ad accendere le candele. Una alla volta. Nello stesso modo in cui le ho accese io.

« Bene, ora accendiamo insieme la candela verde. Prendila tra le mani e alza bene lo stoppino. Ora girala tre volte verso destra. Fermati a ogni giro per un secondo. Dopodiché prendi con la mano sinistra il fiammifero e accendilo con la prima candela bianca alla tua destra. Dopo accendi la candela verde e poggiala in centro dietro di te girandola ancora tre volte quando l’hai già appoggiata a terra. Questa volta devi girarla nel senso opposto a quello di prima.»

Parlava con una calma assoluta Caterina. Lei ormai era pratica. Anzi, era esperta. Era una strega naturale, diretta discendente della stirpe di streghe più importante al mondo. La stirpe per eccellenza. La stirpe più antica. Ma non lo diceva mai. Anche all’interno del circolo tutti la conoscevano e le portavano rispetto ma lei non ha mai fatto pesare il suo lignaggio. Ha un potere incredibile e inimmaginabile, ma si comporta come se fosse una streghetta qualsiasi. Tutto questo le fa ancora più onore, e tutte la apprezzano ancora di più. Se gli essere umani sapessero chi è… tutti si dovrebbero prostrare ai suoi piedi e invece lei non vuole mai usare i suoi poteri e vuole tenere segreta ad ogni costo la sua vera natura. A volte non la capisco. Potrebbe avere il mondo ai suoi piedi.. non quattro ragazzetti ma il Mondo….

Comincia la partita. Caterina mi guarda con aria impaziente. Ama giocare agli scacchi delle streghe. I pedoni si muovono da soli con un semplice comando “mentale”. Sono vivi e comunicano con il giocatore-padrone. Si scambiano informazioni di tattica. E non solo. Non sono l’alfiere, la regina ecc.. non sono semplici scacchi, come quelli usati dagli umani, ma sono vivi..nel vero senso della parola. Sono diversi anche nella forma rispetto ai comuni scacchi. Noi abbiamo Elfi, Fate, Folletti e quant’altro. Ognuno ha il suo mondo.

La partita inizia in silenzio, e come sempre sono sicura che terminerà allo stesso modo.

Muove. Ottima mossa.

Muovo io.

Caterina ha la fronte corrugata, sta pensando alla prossima mossa. Uno dei folletti nel frattempo mi fa un complimento “Fede, sei sempre bellissima. È un onore giocare con te.” E la fata accanto ridacchia intuendo il tentativo di flirt da parte del folletto. La sua risata è cristallina. Così pura e gioiosa. Nel frattempo l’elfo alla mia sinistra si arrabbia “Non è il momento di flirtare! Stiamo perdendo! Io propongo di spostare avanti Ermes, l’elfo alla mia sinistra Fede.”

La partita ricomincia. Cat ha fatto la sua mossa.. è abile la ragazza! Mmh… devo riflettere…

All’improvviso ecco che l’elfo con cui avevo appena parlato cade a terra.

« Per la Dea Madre, che è successo?» dice Cat guardandomi un po’ arrabbiata.

« Non ne ho idea Cat! Io non ho pensato a nulla di tutto questo…»

Un altro tonfo, più pesante. La fatina era a terra. Stava volando ed ora era a terra. Ma era tornata di gesso, come l’elfo! Ma che cosa stava succedendo!

Tonf!

Un altro!

Tonf! Tonf!

Un altro. E un altro ancora!

Ad uno ad uno i vari Elfi, Folletti e Fatine si stavano.. spezzando! Si accasciavano a terra e morivano, così… senza motivo! E subito dopo diventavano gesso e si spezzavano!

Qualcosa… o qualcuno! Qualcuno stava facendo loro questo! Ma chi?

« Cat che poss.. » Cat è fissa e immobile. Guarda spaventata dietro di me.

La ragione mi fa intuire che c’è qualcosa dietro di me, ma l’istinto è più veloce e mi fa voltare.

Eccolo. Proprio davanti all’enorme finestra. Lui. È orribile. Vedo Cat che comincia a dire frasi senza senso, poi riconosco la lingua: è aramaico. Aramaico? Cat conosce l’aramaico? Cosa?

Parla, ripete veloce parole per me senza senso, o comunque delle quali ignoro per la maggior parte il loro significato. Inizia a spegnere le candele veloce ma con calma allo stesso tempo. Non può sbagliare nessun passaggio. Le Fate, gli Elfi e tutti gli altri pedoni morirebbero.

Fatto. Tutte le candele sono spente. Prende la scacchiera e la ripone nel cassetto con ancora su i pedoni. Lo chiude delicata e lo sigilla. Due parole chiudono il cassetto. E niente e nessuno potrà più aprirlo al di fuori di lei.

Occhi color cremisi e pelle bianca. Canini che sporgono orribili e macchiati.. macchiati di quello che loro chiamano “nettare color porpora”. Il sangue umano.

Cat è strana. Sento la sua energia. Oh Grande Luna! Cat! Il suo respiro diventa corto, la sua aura si espande.. e i suoi occhi.. i suoi occhi diventano color ghiaccio. Fa quasi paura. Ad un tratto comincia a sollevarsi da terra. I capelli cominciano a fluttuare come il resto dei suo corpo. Lei lo guarda. Lo guarda furiosa. Lui sorride. Un sorriso maligno.

Con una mano, senza sfiorarmi ma con solo il gesto e tutta la forza della sua energia, mi scaglia contro la parete dietro di lei. Auch!

Si mette davanti a me ancora fluttuante. Col pensiero sposta cinque cristalli di quarzo ialino. Mi ha bloccata. Li ha messi in semicerchio attorno a me bloccandomi alla parate. Sotto di me si materializza uno strano simbolo. È un simbolo di protezione. Sono diventata invisibile. Tra le mani stringo un cristallo di tormalina nera. Cat. È la tormalina di Cat. Così lei non ha protezione!

Vedo tutto. Tutto il combattimento.

Nessuno può più vedermi né percepirmi, ma io assisto a tutto. È una lotta furiosa. Il vampiro si è scagliato contro Cat ma lei lo evita senza problemi. È velocissima!

Il vampiro si gira e fende l’aria con gli artigli. La graffia. Le graffia il volto e il petto. Sanguina.

Ed è proprio in quel momento che Cat si scatena. Alza lo sguardo vitreo e scaglia l’essere contro l’armadio. Armadio di legno. Armadio che ovviamente si frantuma. Una scaglia nel braccio. Una nella gamba ma niente cuore. Il vampiro ride. Si alza e ride beffardo. Cat abbassa la testa di lato come ad osservare meglio la creatura che ha davanti. Sorride. Cat sorride. E il vampiro non fa nemmeno in tempo ad abbassare lo sguardo sul pezzo di legno decorato che gli è appena entrato nel petto, che diventa cenere.

È tutto finito. Cat cade a terra esausta. Io cerco di uscire dalla mia “prigione” ma è impossibile! Perché non mi applico di più? Perché non studio mai magia? Cat è a terra, sporca di sangue.. non so nemmeno se è viva! Concentrati Fede.. Concentrati Fede!

Chiudo gli occhi e inizio a concentrarmi. Visualizzo i cristalli. Visualizzo i movimenti che devo fare per farli spostare. Visualizzo la traiettoria. Voglio spostarli intorno alla stanza per proteggere anche Cat. Spostatevi. Spostatevi.

Nulla.

Eh spostatevi maledetti!

I cristalli corrono. Corrono veloci nei cinque punti da me focalizzati. “Sì!” dico soddisfatta tra me e me. Corro da Cat. Respira. Le sue ferite.. le sue ferite? Sono sparite! Ma io le ho viste.. come..? Cat.. sei una strega davvero potente. La prendo tra le braccia e la adagio sul letto. Respira regolarmente. Sta dormendo. Sarà stremata.

La copro con la trapunta e le do un bacio sulla fronte.

Mi siedo sul davanzale della finestra ormai distrutta e in frantumi e controllo la notte. Sarò io a proteggerti la prossima volta Cat. Lo prometto.

La Luna è alta nel cielo. È piena. È splendida. E intono un canto. Un canto nella notte buia e solitaria, con la Luna davanti a me a sussurrarmi le parole che intono al vento fresco che passa tra i miei capelli.

Splendida. La notte è tornata splendida e tranquilla.

 

(Fine)

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